giovedì 22 marzo 2018

VITIGNO MINUTOLO

Il Minutolo è un vitigno a bacca bianca aromatico, coltivato in Puglia, precisamente nelle province di Bari, Brindisi e Taranto ( Valle d'Itria ), sin dal 1200, per molto tempo è stato creduto uno stretto parente del Fiano di Avellino, tanto da meritare il nome di Fianello e Fiano Minutolo. Essendo un vitigno poco produttivo, ha rischiato l'estinzione, solo nel 2000, grazie all'enologo Pasquale Carparelli, è stato salvato e nel 2001, dopo studi scientifici, si è definito che questo vitigno non ha alcuna parentela col Fiano di Avellino, ma piuttosto col Moscato Bianco, il Moscato d'Alessandria e il Greco, finalmente nel 2011 è stato iscritto nel Registro Nazionale col nome di Minutolo. La sua maggiore coltivazione, come si diceva, è nella Valle d'Itria, zona calcareo-argillosa, dove questo vitigno assume particolari caratteristiche, grazie alle quali si adatta alla produzioni di vini bianchi secchi, spumanti e passiti. Il grappolo è di media dimensione, piramidale, semi spargolo, con uno o due ali, l'acino è di media grandezza, sferico, con buccia consistente, di colore verde-giallo tendente al dorato. Vinificato sempre più frequentemente in purezza, il vino ha un colore giallo paglierino tendente al dorato o all'ambrato, secondo la versione, ha profumo fruttato, floreale con note di albicocca, pesca, salvia, rosmarino, in bocca è fine, sapido, fresco, persistente, di corpo, aromatico, armonico, ben strutturato, il grado alcolico minimo è 11°. Per le sue caratteristiche bene si abbina a piatti di pesce, crostacei, sushi, formaggi semi stagionati, carni bianche, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.

mercoledì 21 marzo 2018

VITIGNO PASCALE

Conosciuto anche col sinonimo di Pascale di Cagliari e Giacomino, così è conosciuto in Toscana e in Gallura, il Pascale è un vitigno a bacca nera, di cui non si hanno notizie certe, si pensa sia stato introdotto in Sardegna dalla Toscana da mercanti, viene citato per la prima volta nel 1877 nel Bollettino Ampelografico. Oggi la sua coltivazione è localizzata principalmente nelle province di Sassari, di Nuoro e nel Campidano cagliaritano, predilige terreni argillosi poco umidi, ha una produzione costante e abbondante, ha buona tolleranza per la peronospora e il marciume, invece poco tollerante all'oidio. Questo vitigno predilige forme di allevamento a media espansione e potatura corta, il grappolo ha dimensioni grandi, conico-cilindrico, da spargolo a compatto, alato, l'acino è grande, sferico, con buccia spessa e consistente, molto pruinosa, di colore blu-nera. Vinificato di regola in assemblaggio col Cannonau e il Cagnulari, oggi viene vinificato anche in purezza, il vino ha un colore rosso rubino dal profumo fruttato, al palato è fine, sapido, tannico, di corpo, il grado alcolico minimo è 11°. L'abbinamento è  con primi piatti al sugo, strutturati, arrosti, selvaggina, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

martedì 20 marzo 2018

VITIGNO COCOCCIOLA

Conosciuto anche col sinonimo Cacciola o Cacciuola la Cococciola è un vitigmo a bacca bianca autoctono dell'Abruzzo, coltivato principalmente in provincia di Chieti, diffuso sporadicamente anche nel nord della Puglia, grazie alla transumanza. Non abbiamo notizie storiche certe, le uniche menzioni le troviamo nel 1909 ad opera del Viala e del Vermorel, è un vitigno che di regola viene allevato a pergola abruzzese, anche se negli ultimi anni si sta espandendo l'allevamento a spalliera, è abbastanza produttivo e ha buona vigoria, non ha particolari esigenze di terreno e di clima. Il grappolo ha dimensioni medie, compatto, di forma cilindrico-conica, l'acino è grande, tondo, con buccia spessa, pruinosa, di colore giallo, per molto tempo è stato utilizzato in assemblaggio col Trebbiano d'Abruzzo per aumentarne l'acidità, oggi, grazie all'impiego di molti produttori, viena vinificato in purezza, sia in versione fermo che in versione spumantizzato, nel 2010 è stata istituita la denominazione " Abruzzo Cococciola DOC ". Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini tendenti al dorato, ha un profumo fruttato di agrumi, pesca, pera, floreale di gelsomino e erbaceo, in bocca è fine, fresco, sapido, con buona persistenza e struttura, armonico, ben equilibrato, con un finale ammandorlato, il grado alcolico minimo è 11°. Ottimo come aperitivo, si abbina, oltre ai piatti tipici locali, a tutte le pietanze a base di pesce, crostacei, molluschi, carni bianche, formaggi poco stagionati, la temperatuta di servizio consigliata è 10°-12°.

lunedì 12 marzo 2018

VITIGNO UVA LONGANESI o BURSON

L'Uva Longanesi o Burson( in dialetto romagnolo detto Bursona ) è un vitigno autoctono a bacca nera della provincia di Ravenna, in Romagna, e più precisamente della zona di Bagnacavallo, quasi scomparso con la fillossera, solo nel 1920 Aldo Longanesi (da cui il nome) trovò nel suo podere arrampicata ad una quercia questa vite e da allora iniziò con molti sacrifici la coltivazione di questo vitigno, nel 1999 i produttori si riuniscono in Consorzio  Il Bagnacavallo per valorizzare e tutelate questo vitigno e nel 2000 venne iscritto nel Registro delle Varietà. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico-conico, compatto, l'acino è di dimensione medio-grande, sferico, con buccia consistente di colore blu-nera, le sue uve possono avere un appassimento, tipo Amarone, e per questo oggi viene vinificato in due versioni: Burson Etichetta Blu e Burson Etichetta nera. Il vino ha un colore rosso rubino tendente al granato secondo la versione, presenta note di amarene, viole, prugne, pepe, cioccolato, frutta matura, liquirizia, al palato secco, tannico, ben strutturato, di corpo, il grado alcolico 14°. L'abbinamento varia dai primi piatti al sugo, alle lasagne, alle grigliate di carne, alla cacciagione, salumi e formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.

domenica 11 marzo 2018

VITIGNO VERDISO

Vitigno autoctono a bacca bianca molto probabilmente originario della zona dei Colli Euganei, in Veneto, presente già dal '700 nella zona di Conegliano, infatti nel 1688 ai coloni dell'Abbazia di Follina fu imposto il suo impianto. Il nome Verdiso deriverebbe dalla colorazione verde dei suoi acini, viene vinificato di regola in assemblaggio con il Glera (Prosecco) e la Bianchetta Trevigiana, donando ai vini acidità e quindi freschezza, per tali caratteristiche entra nella composizione del "Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG"e nel passito "Colli di Conegliano Torchiato di Fregona DOCG". Il vitigno Verdiso ha una buona vigoria con produzione costante e buona adattabilità a qualsiasi tipo di terreno, il grappolo è di media grandezza, compatto, piramidale, spesso alato, l'acino ha dimensioni medio-grande, di forma ellissoidale, con buccia sottile, pruinosa, di colore verde chiaro. Il Verdiso, in purezza, viene vinificato nelle versioni: tranquillo, frizzante, spumante e passito, il vino ha un colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini dall'odore fruttato con sentori di mela verde, al palato è fresco, sapido, secco, di corpo medio, con un retrogusto amarognolo, il grado alcolico varia secondo la versione dai 10,5° ai 16° del passito. Ottimo come aperitivo, si adatta bene ad antipasti, primi piatti di pesce, crostacei, risotti alle erbe, la temperatura di servizio consigliata varia, secondo la versione, dai 6° degli spumanti ai 10°-12° del tranquillo.

giovedì 8 marzo 2018

VITIGNO NASCETTA o NAS-CETTA o ANASCETTA

Vitigno autoctono semi-aromatico a bacca bianca coltivato in Piemonte, nella zona di Alba nelle Langhe e più precisamente nel comune di Novello, in provincia di Cuneo, conosciuto già nell'800, infatti il Rovasenda nel 1877 lo cita nel suo "Saggio di un'ampelografia universale" col nome di "Anascetta" e solo alla fine del 1800 l'ampelografo Giovanni Cagna conia l'odierno termine in "Nascetta" e asserisce che  può essere utilizzata in uvaggio col Moscato bianco e la Favorita. Secondo gli ultimi studi ampelografici la Nascetta ha alcune somiglianze genetiche con il vitigno " Gros Blanc " della Val di Susa, sempre in Piemonte. Il vitigno Nascetta in passato veniva vinificato in assemblaggio e solo agli inizi degli anni '90 fu salvato dall'estinzione e iniziato a vinificare in purezza da alcuni produttori, infatti nel 2002 entra a far parte della "DOC Langhe" e solo nel 2010 ottiene il riconoscimento della "DOC Langhe Nas-cetta Comune di Novello" utilizzando uve Nascetta al 100%. Coltivato su terreni argillosi-calcarei ha una produzione da discreta a notevole, meno sensibile all'oidio, suscettibile alla peronospora, molto sensibile alla muffa, il grappolo è di media grandezza, cilindrico con una o due ali, compatto, l'acino è di media grandezza, sferico o ellisoidale, con buccia di medio spessore, pruinosa, di colore verde-giallo a giallo-dorato. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, al naso si distinguono note floreali di miele di acacia, timo, fiori bianchi, note fruttate di agrumi, frutti esotici, pompelmo, pesca, in bocca ha una buona acidità, sapidità, freschezza, caldo, con una buona struttura, molto adatto all'invecchiamento, il grado alcolico minimo è 11°. Questo vino a tavola si sposa con antipasti, primi piatti di pesce, crostacei, carni bianche, formaggi freschi, verdure, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.