giovedì 11 maggio 2017

VITIGNO CORNALIN

La Valle d'Aosta, regione montuosa dove la viticoltura viene definita eroica per la coltivazione di vigneti al di sopra dei 1000 metri, ha un suolo di origine morenico, adatto alla coltivazione di alcuni vitigni, uno di questi è il Cornalin, a bacca rossa, introdotto forse dalla Borgogna alla fine del '700 e citato dal Gatta nel 1838 nella suo " Saggio intorno ai vitigni e vini della Valle d'Aosta ". Fino alla fine dell'800 era uno dei vitigni più diffusi in Valle, purtroppo l'introduzione di nuovi vitigni, specialmente quelli internazionali, han fatto si che fosse quasi del tutto estinto, solo all'inizio degli anni ottanta, grazie all'Istituto Agricolo Regionale, è stato recuperato insieme alle altre varietà autoctone minori. Oggi la coltivazione di questo vitigno si estende fino ad una altezza di 700 metri sulle sponde della Dora Baltea tra i comuni di Arnad ad Arvier, predilige terreni poco umidi ma ben soleggiati e, grazie alle escursioni termiche tra giorno e notte, riesce a dare dei vini con una buona acidità, adatti all'invecchiamento. Le caratteristiche varietali del Cornalin sono: grappolo da medio a piccolo, cilindrico o piramidale, a volte alato, da compatto a spargolo, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu. Il vino ha un colore rosso violaceo intenso tendente al granato se invecchiato, dal profumo fine, intenso, fruttato di frutti di bosco, speziato di pepe e vaniglia, al gusto è pieno, morbido, piacevolmente tannico, di buon equilibrio e persistenza, la gradazione alcolica minima è 11,5°, va servito ad una temperatura di 16°-18° e si accompagna a primi piatti strutturati, secondi di carni bianche e rosse, formaggi stagionati, salumi e, se invecchiato, con selvaggina e formaggi erborinati.