giovedì 26 gennaio 2017

VITIGNO BERVEDINO

Vitigno a bacca bianca, originario della Val d'Arda ( Colli Piacentini ), provincia di Piacenza, in Emilia Romagna, il nome deriverebbe dal colore ambrato che assumono i grappoli alla luce del sole. Le informazioni di questo vitigno sono alquanto scarse, sappiamo che in passato veniva, erroneamente, confuso col vitigno "Erbaluce" o "Cortese", solo dopo accurati controlli si è stabilito che non ha nulla a che vedere con i suddetti vitigni.Il Bervedino predilige suoli poco umidi, ma ben esposti, ha una discreta produttività, il grappolo ha una grandezza media, piramidale, spesso con un'ala, compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa di colore giallo dorato che diventa ambrato con l'esposizione solare. Di regola è vinificato in uvaggio col vitigno Melara o Santa Maria, concorre alla DOC Colli Piacentini e, come sottozona, concorre alla DOC Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno con grado alcolico di 18°, il colore è giallo dorato tendente all'ambrato, dall'odore fruttato, intenso, fine, delicato, il sapore è piacevolmente dolce, morbido, pieno, vellutato, armonico, di corpo, si abbina a formaggi erborinati, dolci al cioccolato, pasticceria secca, va servito alla temperatura di 16°-18°. Il vino, nella versione secca, ha un colore giallo paglierino tendente al dorato, dall'odore fruttato, con gusto sapido, fresco, fine, con gradazione minima di 11°, si abbina a piatti poco strutturati, pesce, carni bianche, formaggi poco stagionati, zuppe, va servito alla temperatura di 12°-14°.

mercoledì 25 gennaio 2017

VITIGNO PIGNOLO

Il Friuli Venezia Giulia è la regione vocata per eccellenza alla produzione di vini bianchi, però si fa notare anche per la produzioni di vini rossi, da vitigni a bacca rossa perlopiù autoctoni, uno di questi è il Pignolo, coltivato nei Colli Orientali, nella zona di Rosazzo e Buttrio, in provincia di Udine. Vitigno molto antico, conosciuto già nel XIV secolo, deve il suo nome alla forma e alla compattezza del suo grappolo simile ad una pigna, il suo vino, allora, veniva utilizzato come merce di scambio o di pagamento, inoltre veniva offerto a luogotenenti e personaggi importanti forestieri che entravano nella città di Udine. Ancora nel XVII secolo veniva citato in uno scritto dell'abate Giobatta Michieli intitolato "Bacco in Friuli", purtroppo all'inizio del novecento veniva quasi abbandonato per la sensibilità all'oidio e per la scarsa produzione, solo grazie allo studioso in agraria Guido Poggi e alla lungimiranza di alcuni produttori negli anni settanta è ritornato in auge, tanto che dal 2011 entra nella produzione della DOCG Colli Orientali del Friuli Rosazzo. Il vitigno ha una buona vigoria, ma scarsa prodittività, il grappolo è piccolo, di forma cilindrico, serrato, a volte con due ali, l'acino è piccolo, tondo, con buccia spessa e pruinosa, di colore blu-nero, vinificato, di regola, in uvaggio con altri vitigni. Se vinificato in purezza da' un vino dal colore rosso rubino, tendente al chiaro, con note fruttate, in bocca è sapido, caldo, fresco, delicato, pieno, armonico, adatto all'invecchiamento, dando buoni risultati, la gradazione minima è 11°. Di regola è bevuto giovane, si abbina bene ai piatti della cucina regionale, con carni bianche e rosse, formaggi stagionati, salumi, nonchè il classico Prosciutto San Daniele, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.