venerdì 6 ottobre 2017

VITIGNO INCROCIO TERZI n.1

Il viticoltore bergamasco Riccardo Terzi, incrociando i vitigni Barbera e Cabernet Franc, ha ottenuto il vitigno Incrocio Terzi N.1, diffuso e raccomandato in Lombardia nelle province di Bergamo e Brescia, autorizzato nella provincia di Sondrio. E' un vitigno a bacca nera che ha una buona e regolare produttività, il tipo di allevamento è quello tradizionale come la pergola, non ha particolari esigenze di coltura, teme l'umidità. Il grappolo è di grandezza media, compatto, di forma piramidale, con una o due ali, l'acino è di media grandezza, tondo, con buccia mediamente consistente, pruinosa, di colore blu-nera, di regola viene vinificato in assemblaggio con altri vitigni, ma qualche viticoltore ha iniziato a produrlo in purezza. Il vino ha un colore rosso rubino con profumi fruttati, vinoso, al palato è caldo, secco, lievemente tannico, di corpo, adatto all'affinamento, la gradazione alcolica minima è 11,5°, questo vino ben si adatta a tutto pasto con primi piatti semplici, poco strutturati, carni bianche e rosse, salumi, formaggi di media stagionatura, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 28 settembre 2017

VITIGNO VERDELLO

Il Verdello è un vitigno autoctono a bacca bianca diffuso in Umbria, principalmente nella zona di Orvieto, con una piccola presenza anche in Toscana, zona di Pitigliano dove è chiamato Duropersico e nel Lazio, viene menzionato negli atti del Convegno vitivinicolo e Mostra dell'uva di Perugia nel 1949. Non abbiamo notizie certe del Verdello, alcuni evidenziano una certa parentela col vitigno portoghese "Verdelho" nell'isola di Madeira, ma nulla di fondato, nel 2012 alcune indagini hanno evidenziato una somiglianza genetica di questo vitigno col
Verdicchio e il Trebbiano di Soave, dai quali si differenzia per alcuni caratteri ampelografici. E' un vitigno che non ama terreni molto secchi ed ha scarsa resistenza alle avversità climatiche, infatti è molto sensibile all'oidio e alla botrite, meno alla peronospora, ha una produzione buona e costante, il grappolo ha una grandezza media, di forma piramidale, alato e compatto, l'acino è piccolo, sferico, con buccia spessa e pruinosa di colore verdastro, da cui deriverebbe il nome. Generalmente questo vitigno viene vinificato in assemblaggio con altri vitigni locali, tipo Grechetto e Trebbiano, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini dal gusto fruttato e finale amarognolo, ha una buona acidità e struttura, la gradazione minima alcolica è 11°. Questo vino si abbina ad antipasti delicati, minestre, risotti, carni bianche, piatti di pesce, crostacei, frutti di mare, salumi non stagionati, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 8°-10°.

martedì 26 settembre 2017

VITIGNO MAYOLET

Il Mayolet è un vitigno autoctono a bacca rossa coltivato in Valle d'Aosta fin dal 700, la sua area di coltivazione spazia tutto lungo la Dora Baltea da Saint Vincent ad Avise fino ad una altitudine di 800 metri. Tra i vitigni autoctoni valdostani è quello più precoce, ha una produttività regolare, predilige terreni poco umidi e ben soleggiati, concorre alla produzione di vini con altri vitigni alla "Valle d'Aosta DOC", ha un grappolo di media grandezza, cilindrico, compatto, alato, l'acino è di grandezza medio-piccolo, sferico, con buccia sottile, pruinosa di colore blu-nero. Il vino ha un colore rosso rubino che tende al granato, se affinato per cinque o sei mesi, ha un profumo fine e delicato, al gusto è morbido, di corpo con un leggero retrogusto amarognolo, la gradazione alcolica minima è 11,5%vol. E' un vino a tutto pasto che si abbina molto bene ai piatti locali valdostani, carni bianche, salumi, formaggi più o meno maturi, va servito ad una temperatura di 16°-18°.

venerdì 21 luglio 2017

VITIGNO MACERATINO o RIBONA

La regione deputata per la coltivazione del vitigno Maceratino o Ribona è le Marche, precisamente la provincia di Macerata, da cui prende il nome, la provincia di Ancona e Ascoli Piceno, in minima parte. Vitigno a bacca bianca da sempre assimilato alla famiglia del vitigno Greco, Trebbiano e Verdicchio, tale da essere conosciuto anche con i sinonimi di greco maceratese, verdicchio marino, montecchiese e lo stesso ribona, recenti ricerche genetiche hanno stabilito differenti caratteristiche enologiche con i predetti vitigni. La zona di produzione, scarsa rispetto al Verdicchio, è quella che va dalla costiera adriatica fino nell'entroterra, predilige terreni freschi e ventilati, argillosi-calcarei, con una produttività notevole e regolare, il grappolo è medio, cilindrico o conico, compatto, con uno o due ali, l'acino è medio, sferico, con buccia spessa, consistente e pruinosa di colore verde-giallo. Vinificato di regola in assemblaggio nella DOC Colli Maceratesi Bianco, in purezza il vino ha un colore giallo paglierino trasparente, che assume tonalità dorate nella versione passito, al naso ha sentori floreali di rosa e fruttati di agrumi e mela, al palato è secco, sapido, morbido, il grado alcolico minimo è 11°. L'abbinamento usuale è quella con la cucina regionale, primi e secondi piatti di pesce, formaggi a pasta molle, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

martedì 18 luglio 2017

VITIGNO CENTESIMINO

Il Centesimino è un vitigno autoctono a bacca rossa semi aromatico romagnolo coltivato principalmente sulle colline di Faenza, in provincia di Ravenna, precisamente nella località Oriolo dei Fichi e diffuso, ormai, anche in provincia di Forlì. Conosciuto da sempre con il nome di Sauvignon Rosso per le sue caratteristiche organolettiche simili al Sauvignon Blanc, fin quando il sig. Pietro Pianori, detto Centesimino, da cui il vitigno poi ha preso il nome, a metà del secolo scorso non trovò nel giardino di un palazzo medievale di Faenza delle marze sopravissute alla fillossera e iniziò ad impiantarle nel proprio podere, seguito, successivamente, da altri produttori e la prima produzione è stata nel 1996. Iscritto nel Registro Nazionale delle varietà di viti il 7 maggio 2004, dopo le ultime ricerche ampelografiche è stato confermato che il Centesimino non ha alcuna parentela col Sauvignon Blanc, anzi pare che sia un biotipo dell'Alicante Faentino, la sua coltivazione ottimale è su terreni argillosi con molto scheletro, il sistema usato è il Guyot, il grappolo è medio, piramidale, mediamente compatto, con uno o due ali, l'acino è medio, sferico, con buccia pruinosa di colore blu-nero. Oggi viene prodotto in tre versioni: un vino d'annata da bere giovane, uno affinato in legno e, la chicca, un passito. Il vino ha un colore rosso rubino intenso con sfumature violacee se giovane, mentre presenta sfumature tendenti al granato se invecchiato, al naso è floreale di rosa e viola, fruttato di lamponi, frutti di bosco, fragola e ciliegia, speziato di liquirizia e anice, al palato è secco, con buona acidità e tannicità, morbido, nella versione passito le spezie, il cioccolato, la confettura la fanno da padrone. L'abbinamento col cibo varia secondo la tipologia, se è giovane si abbina con antipasti, salumi, primi piatti con sughi di carne, grigliate, formaggi poco stagionati, nella versione affinata si abbina con carni arrosto , selvaggina, formaggi stagionati, nella versione passito col cioccolato e dolci a base di cioccolato, la temperatura di servizio consigliata se giovane è 14°-16°, se affinato 18°-20°, nella versione passito 8°-10°.

giovedì 11 maggio 2017

VITIGNO CORNALIN

La Valle d'Aosta, regione montuosa dove la viticoltura viene definita eroica per la coltivazione di vigneti al di sopra dei 1000 metri, ha un suolo di origine morenico, adatto alla coltivazione di alcuni vitigni, uno di questi è il Cornalin, a bacca rossa, introdotto forse dalla Borgogna alla fine del '700 e citato dal Gatta nel 1838 nella suo " Saggio intorno ai vitigni e vini della Valle d'Aosta ". Fino alla fine dell'800 era uno dei vitigni più diffusi in Valle, purtroppo l'introduzione di nuovi vitigni, specialmente quelli internazionali, han fatto si che fosse quasi del tutto estinto, solo all'inizio degli anni ottanta, grazie all'Istituto Agricolo Regionale, è stato recuperato insieme alle altre varietà autoctone minori. Oggi la coltivazione di questo vitigno si estende fino ad una altezza di 700 metri sulle sponde della Dora Baltea tra i comuni di Arnad ad Arvier, predilige terreni poco umidi ma ben soleggiati e, grazie alle escursioni termiche tra giorno e notte, riesce a dare dei vini con una buona acidità, adatti all'invecchiamento. Le caratteristiche varietali del Cornalin sono: grappolo da medio a piccolo, cilindrico o piramidale, a volte alato, da compatto a spargolo, l'acino è medio-piccolo, sferico, con buccia pruinosa, di colore blu. Il vino ha un colore rosso violaceo intenso tendente al granato se invecchiato, dal profumo fine, intenso, fruttato di frutti di bosco, speziato di pepe e vaniglia, al gusto è pieno, morbido, piacevolmente tannico, di buon equilibrio e persistenza, la gradazione alcolica minima è 11,5°, va servito ad una temperatura di 16°-18° e si accompagna a primi piatti strutturati, secondi di carni bianche e rosse, formaggi stagionati, salumi e, se invecchiato, con selvaggina e formaggi erborinati.

venerdì 24 marzo 2017

VITIGNO BIANCHETTA TREVIGIANA

Vitigno a bacca bianca diffuso principalmente nelle province di Belluno e Treviso, sporadicamente lo troviamo anche in Trentino, non abbiamo notizie precise, sappiamo soltanto che in passato il nome Bianchetta veniva utilizzato per indicare il colore delle bacche anche per uve diverse tra di loro, infatti in Piemonte il vitigno Arneis è conosciuto anche col nome Bianchetta. Questo vitigno è conosciuto in altre province col nome di Bianca Gentile di Fonzaso, Albana d'Istria, Pignola bianca, Bianchetta gentile, Pavana, Senese, Vernanzina, Vernassina, il suo nome viene citato per la prima volta nel 1679 grazie a Giacomo Agostinelli, solo nel 1969 viene iscritto nel registro delle varietà di vite, è una delle varietà, insieme al Glera, Verdiso, Perera, ammessa nella produzione del " Colli Asolani Prosecco DOCG " e " Conegliano Valdobbiadine Prosecco DOCG ". La Bianchetta predilige terreni collinari, calcarei e profondi, di regola viene allevata a controspalliera o pergola trentina, è molto sensibile all'oidio, meno alla peronospora, ha una produzione costante e abbondante, il grappolo è medio, piramidale o cilindrico, alato, compatto, l'acino è medio, sferico, con buccia spessa, consistente, pruinosa, di colore verde giallastro. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, al naso è fruttato, speziato con note di mela, pesca origano, timo, in bocca è complesso, morbido, persistente, il grado alcolico minimo è 11°. L'abbinamento ottimale di questo vino è con antipasti, primi e secondi di pesce, crostacei, minestrone, formaggi non stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 10°-14°.

martedì 28 febbraio 2017

VITIGNO NOCERA

Il Nocera è un vitigno autoctono siciliano a bacca nera principalmente diffuso in provincia di Messina, ma anche di Siracusa e Ragusa, alcuni appezzamenti sono presenti anche in Calabria, in provincia di Reggio Calabria e Catanzaro, a metà dell'Ottocento questo vitigno è stato esportato in Francia, in Provenza e nel Beaujolais col sinonimo di Suquet o Barbe du Sultan. E' uno dei vitigni più antichi dell'Italia Meridionale, conosciuto fin dal VII secolo a.C. durante la colonizzazione greca, alcuni studiosi ipotizzano che sia legato ai vini Mamertinum e ai vini di Zancle, molto celebrati dagli antichi Romani, molto simile ampelograficamente al vitigno Nerello, entra nel disciplinare del Faro Doc con il Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese. Il Messinese, dove il Nocera viene coltivato, è una zona collinare con influenza marina da un lato e montana dall'altro, dando delle peculiarità al prodotto finale, è allevato di regola ad alberello. Questo vitigno ha il grappolo medio, conico-cilindrico, mediamente spargolo, di regola alato, l'acino è medio, ellisoidale, con buccia spessa di colore nero-blu, viene vinificato sia in assemblaggio che in purezza, dove da' un vino dal colore rosso rubino carico con riflessi porpora, dall'odore fruttato di frutti rossi con piccolo accenno al floreale, in bocca è fine, solido, equilibrato, corposo, con ottima acidità, bilanciata da un buon tenore alcolico e da un buon tannino, il titolo alcolometrico minimo è 11,5°. L'abbinamento ideale di questo vino è con primi piatti strutturati, con ragù, carni rosse, selvaggina, formaggi stagionati, salumi, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 26 gennaio 2017

VITIGNO BERVEDINO

Vitigno a bacca bianca, originario della Val d'Arda ( Colli Piacentini ), provincia di Piacenza, in Emilia Romagna, il nome deriverebbe dal colore ambrato che assumono i grappoli alla luce del sole. Le informazioni di questo vitigno sono alquanto scarse, sappiamo che in passato veniva, erroneamente, confuso col vitigno "Erbaluce" o "Cortese", solo dopo accurati controlli si è stabilito che non ha nulla a che vedere con i suddetti vitigni.Il Bervedino predilige suoli poco umidi, ma ben esposti, ha una discreta produttività, il grappolo ha una grandezza media, piramidale, spesso con un'ala, compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia pruinosa di colore giallo dorato che diventa ambrato con l'esposizione solare. Di regola è vinificato in uvaggio col vitigno Melara o Santa Maria, concorre alla DOC Colli Piacentini e, come sottozona, concorre alla DOC Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno con grado alcolico di 18°, il colore è giallo dorato tendente all'ambrato, dall'odore fruttato, intenso, fine, delicato, il sapore è piacevolmente dolce, morbido, pieno, vellutato, armonico, di corpo, si abbina a formaggi erborinati, dolci al cioccolato, pasticceria secca, va servito alla temperatura di 16°-18°. Il vino, nella versione secca, ha un colore giallo paglierino tendente al dorato, dall'odore fruttato, con gusto sapido, fresco, fine, con gradazione minima di 11°, si abbina a piatti poco strutturati, pesce, carni bianche, formaggi poco stagionati, zuppe, va servito alla temperatura di 12°-14°.

mercoledì 25 gennaio 2017

VITIGNO PIGNOLO

Il Friuli Venezia Giulia è la regione vocata per eccellenza alla produzione di vini bianchi, però si fa notare anche per la produzioni di vini rossi, da vitigni a bacca rossa perlopiù autoctoni, uno di questi è il Pignolo, coltivato nei Colli Orientali, nella zona di Rosazzo e Buttrio, in provincia di Udine. Vitigno molto antico, conosciuto già nel XIV secolo, deve il suo nome alla forma e alla compattezza del suo grappolo simile ad una pigna, il suo vino, allora, veniva utilizzato come merce di scambio o di pagamento, inoltre veniva offerto a luogotenenti e personaggi importanti forestieri che entravano nella città di Udine. Ancora nel XVII secolo veniva citato in uno scritto dell'abate Giobatta Michieli intitolato "Bacco in Friuli", purtroppo all'inizio del novecento veniva quasi abbandonato per la sensibilità all'oidio e per la scarsa produzione, solo grazie allo studioso in agraria Guido Poggi e alla lungimiranza di alcuni produttori negli anni settanta è ritornato in auge, tanto che dal 2011 entra nella produzione della DOCG Colli Orientali del Friuli Rosazzo. Il vitigno ha una buona vigoria, ma scarsa prodittività, il grappolo è piccolo, di forma cilindrico, serrato, a volte con due ali, l'acino è piccolo, tondo, con buccia spessa e pruinosa, di colore blu-nero, vinificato, di regola, in uvaggio con altri vitigni. Se vinificato in purezza da' un vino dal colore rosso rubino, tendente al chiaro, con note fruttate, in bocca è sapido, caldo, fresco, delicato, pieno, armonico, adatto all'invecchiamento, dando buoni risultati, la gradazione minima è 11°. Di regola è bevuto giovane, si abbina bene ai piatti della cucina regionale, con carni bianche e rosse, formaggi stagionati, salumi, nonchè il classico Prosciutto San Daniele, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.