mercoledì 16 novembre 2016

VITIGNO SCIMISCIÀ o CIMIXA

Il Levante Ligure, area di Chiavari e Lavagna, precisamente Val Fontanabuona, in provincia di Genova, è la zona deputata per il vitigno Scimiscià, autoctono a bacca bianca, inserito nel 2003 tra le varietà raccomandate per la regione Liguria e iscritta nel Registro Nazionale dei vitigni, presso il Ministero Politiche Agricole e Forestali. Il nome sembra derivare dai puntini color ruggine presenti sull'acino, che sembrano le punture di nutrizione della cimice, in dialetto detta Cimicia; da tempo questo vitigno era stato quasi abbandonato e, grazie alla perizia di alcuni viticoltori che non hanno mai smesso di coltivarlo, è ritornato alla ribalta della viticoltura ligure. Non abbiamo notizie storiche certe, ma sappiamo che forse era presente anche in Toscana agli inizi del 1900, lo Scimiscià è un vitigno che si adatta a terreni collinari argillosi-calcarei con buon scheletro, non predilige le zone umide, ha una vigoria elevata e una produzione media e regolare, è molto sensibile alla peronospora, meno all'oidio, il grappolo è di grandezza media, piramidale, alato, da spargolo a mediamente compatto, l'acino è medio, tondo, di colore giallo verde tendente al dorato con puntini color ruggine, se esposti al sole. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini con profumi fruttati e floreali che richiamano agrumi, pesca, albicocca, fiori di campo, acacia, sapido, con buona acidità e alcolicità, fine armonico, con note minerali nel finale, il titolo alcolometrico minimo è 11°, viene vinificato anche nella tipologia passito, grazie  all'apporto zuccherino degli acini. L'abbinamento con la cucina genovese è ideale, ma anche con primi e secondi di pesce, carni bianche, formaggi freschi ed aromatizzati con erbe, uova e acciughe, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.