giovedì 15 settembre 2016

VITIGNO DAMASCHINO

Vitigno a bacca bianca di origine incerta, introdotto in Sicilia occidentale, zona di Trapani, nel periodo della dominazione araba, il nome potrebbe far supporre la sua origine dalla città di Damasco, in Siria, quindi Medioriente, però è un'ipotesi non del tutto certa. Le prime notizie risalgono al 1868 grazie al barone Antonio Mendola che lo cita nel suo saggio Ampelografia Italiana e nel 1885 lo troviamo citato nel Bollettino Ampelografico. Molto utilizzato negli anni passati, oggi la sua produzione è molto diminuita a favore del vitigno Catarratto, in quanto più produttivo e resistente alla peronospora e al marciume, viene ancora utilizzato in piccole percentuali, secondo il disciplinare, nel "Marsala DOC" e in purezza nel "Delia Nivolelli Damaschino DOC". Il Damaschino non ha particolari esigenze di coltivazione per ciò che riguarda terreno e clima, la sua produzione è regolare e vigorosa, il grappolo è grande, piramidale, alato, mediamente compatto, l'acino è medio-grande, tondo, con buccia pruinosa, poco resistente, dal colore giallo verdastro con puntini bruni nella parte più esposta al sole. Viene utilizzato, di regola, in uvaggio col Grecanico, Catarratto, se utilizzato in purezza, il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, con note fruttate, fine, poco intenso, poco alcolico, di medio corpo, di pronta beva, infatti spesso localmente viene utilizzato per il consumo diretto, ha un grado alcolico minimo di 10,5°. Molto indicato per primi e secondi di pesce, ma anche carni bianche, salumi e formaggi poco stagionati, è buono anche come aperitivo, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.