mercoledì 6 aprile 2016

VITIGNO UVA RARA

Diffuso principalmente in Piemonte, nel Vercellese, nel Novarese, nel Tortonese e in Lombardia, nell'Oltrepò Pavese, l'Uva Rara è un vitigno a bacca rossa di antiche origini. Confuso per tanti anni con il vitigno Bonarda già dal Di Rovasenda nel 1877 e successivamente dal Molon nel 1906, oggi, grazie a studi di ricerca, è definito un vitigno ben identificato, anche se in determinate zone viene usato ancora il sinonimo di Bonarda di Cavaglià, Bonarda di Gattinara, Bonarda Novarese, Balsamina, Rairone. Il nome deriverebbe dal grappolo molto spargolo per effetto della colatura che incide sulla sua produt tività, il vitigno viene coltivato su terreni collinari argillosi con sistemi espansi che prevedono più capi a frutto su cordone, ma si adatta anche alla controspalliera, è poco tollerante all'oidio, difficilmente viene attaccato dal marciume e dalla muffa per effetto del grappolo spargolo,medio-grande, conico, a volte tronco, l'acino è medio-grande, sferico, leggermente appiattito, con buccia mediamente pruinosa di colore blu scuro. Consumata spesso come uva da mensa per l'elevato contenuto zuccherino e poca acidità, raramente l'Uva Rara viene vinificata in purezza, viene utilizzata spesso in assemblaggi con piccole percentuali, come nel " Gattinara DOCG " e nel " Ghemme DOCG ". Il vino ha un colore rosso rubino poco intenso con riflessi violacei, fruttato e floreale con note di marasca e viola, poca acidità, scarsamente tannico, buona alcolicità e persistenza con un retrogusto amarognolo, ha una gradazione minima di 11°, buon abbinamento con salumi, primi piatti con sughi leggeri, carni bianche e rosse, formaggi poco stagionati, insomma un vino da tutto pasto da servire ad una temperatura di 16°-18°.

Nessun commento:

Posta un commento