martedì 29 marzo 2016

VITIGNO FORTANA

Diffuso nella Pianura Padana, principalmente in Emilia Romagna, il Fortana è un vitigno a bacca rossa, la sua introduzione in Italia è opera, si racconta, di Renata di Francia, duchessa di Ferrara, che portò in dote nel 1528 delle barbatelle al Duca d'Este Ercole II dalla Cote-d'Or, in Borgogna (Francia), per questo è conosciuta col sinonimo di Uva d'oro, oltre che Brugnola, Dallora nera, Uva francese nera. La zona di eccellenza di questo vitigno è quella di Bosco Eliceo tra le province di Ferrara e Ravenna, è uno dei pochi vitigni italiani franco di piede, perchè il terreno sabbioso di questa zona non ha consentito lo sviluppo della fillossera, pertanto non è stato necessario l'innesto su vite americana. Citato già all'inizio del Seicento da Agostino Gallo e successivamente nel 1825 dall'Acerbi, che colloca questo vitigno nell'Oltrepò Pavese, un'altra zona di diffusione del Fortana è quella della Bassa Parmense, percorsa dal fiume Taro. Il nome deriverebbe da fruttana, vecchio nome del vitigno, con riferimento alla produttività, il grappolo è grande, piramidale, compatto, l'acino è grande, a forma di ellisse, con buccia sottile, molto pruinosa, dal colore nero tendente al blu, la produttività è buona, la maturazione tardiva. Utilizzato poco in purezza, il vino ha un colore rosso rubino tendente al porpora, di poco pregio, dal profumo fruttato, sapido, tannico, poco alcolico, con elevata acidità che lo rende adatto anche alla spumantizzazione, il grado alcolico minimo è 10,5°, l'abbinamento è adatto per salumi, piatti tipici della cucina ferrarese, pesce di laguna, anguilla grigliata, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

giovedì 10 marzo 2016

VITIGNO BIANCHELLO 0 BIANCAME

Questo vitigno autoctono a bacca bianca è diffuso principalmente nelle Marche, zona Pesaro-Urbino, e in Romagna, zona di Rimini, ma lo troviamo anche in Toscana e Umbria, è conosciuto col nome di Biancame o Bianchello, ma ha vari sinonimi quali Trebbiano Toscano e Greco Bianco tra i più citati. Le sue origini, secondo alcuni, si attestano a qualche  secolo avanti Cristo, infatti Tacito cita la sconfitta del condottiero cartaginese Asdrubale ad opera dei Romani nella battaglia del Metauro, perchè i suoi soldati erano ubriachi grazie a questo vino. E' un vitigno che predilige terreni calcarei-argillosi, ben soleggiati, non ha particolari esigenze di allevamento, ha una abbondante produzione ed è resistente alle malattie, il grappolo è medio-grande, semi spargolo, cilindrico o conico o piramidale, spesso alato, l'acino è medio-grosso, tondo con buccia sottile e poco consistente, di colore giallastro, spesso cosparso di macchie marrone, poco pruinosa, le sue uve concorrono al Bianchello del Metauro DOC, Colli di Rimini DOC e Colli Pesaresi DOC. Il vino ha un colore giallo paglierino con profumi di mela e di pesca, leggermente speziato, in bocca presenta una buona acidità, sapidità, persistenza, armonico con un leggero restrogusto amarognolo, ha una gradazione minima di 11°, l'abbinamento consigliato è con antuipasti di pesce, molluschi, crostacei, primi piatti con salse delicate, primi e secondi piatti di pesce, formaggi freschi, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

mercoledì 2 marzo 2016

VITIGNO PRIE' ROUGE o PREMETTA

In Valle d'Aosta la coltura della vite risale ai tempi dei Romani, è una viticoltura, possiamo definirla, eroica in quanto, essendo una valle stretta, le maggior parte delle vigne sono su terrazzamenti e ad una altitudine che arriva anche oltre i mille metri. è una valle percorsa dalla Via Francigena che percorrevano i pellegrini per raggiungere Roma. E' una terra, la Valle d'Aosta, di vitigni autoctoni, uno tra questi è il Priè Rouge o Premetta, diffuso nella parte centrale della Valle tra Aosta e Avise con piccoli appezzamenti. E' un vitigno a bacca rossa, si ritiene che sia una mutazione del vitigno Priè Blanc, viene vinificato sia in assemblaggio che in purezza, ha un grappolo grande, piramidale, alato, mediamente compatto, l'acino è medio-grande, di forma ovoidale con buccia molto pruinosa di colore  che va dal rosa al violaceo, ha una buona e regolare produttività. Il vino ha un colore rosa cerasuolo con note fruttate e floreali, in bocca ha una buona acidità, che lo rende adatto alla spumantizzazione, poco alcolico ma con un tannino ben marcato che viene arrotondato con brevi affinamenti, di corpo, la gradazione alcolica minima è 11°. E' un vino che si abbina a polenta, gnocchi, cotoletta alla valdostana, selvaggina, salumi e formaggi tipici, quale la Fontina, latemperatura di servizio consigliata è 16°-18°.