martedì 19 gennaio 2016

VITIGNO MOLINARA

Il Veneto, precisamente la provincia di Verona ( Valpolicella e Valpantena), è la zona di produzione di questo vitigno autoctono a bacca nera, non abbiamo notizie certe sull'origine, le prime menzioni le abbiamo agli inizi del 1800 ad opera del Pollini,seguite dall'Acerbi fino al Di Rovasenda. Il nome Molinara, da mulino, è dovuto all'abbondante pruina sugli acini  tanto da sembrare farina, in queste zone assume vari sinonimi, quali "Rossana, Rossanella, Brepon, Ua' Salà (uva salata, per via della sua sapidità), questo vitigno fino al 2002 era presente con un 5%-25% "obbligatoriamente", come da disciplinare, nella produzione dei Recioti, Amaroni, i  Valpolicella Doc, dal 2003 è stata inserita la parola "consentita" nel disciplinare, per cui non viene quasi più utilizzato nell'uvaggio. E' un vitigno quasi abbandonato per via della scarsa colorazione che apporta ai vini e la maturazione tardiva ( dopo la metà di ottobre ), pertanto solo la perizia di qualche produttore lo sta vinificando in purezza, ha una buona vigoria e abbondante produzione, ha un grappolo medio, piramidale allungato, con due piccole ali, spargolo, l'acino è medio, ellisoidale con buccia molto pruinosa, di colore rosso-violaceo, leggermente spessa, è presente con un 15% nell'uvaggio del " Bardolino Superiore DOCG ", oltre che in varie Doc e Igt, è coltivato anche in Lombardia , in provincia di Mantova. Il vino, vinificato in purezza, ha un colore rosato-cerasuolo, profumo delicato, sapido, di corpo medio con gradazione alcolica media di 11°, nella versione spumante è un buon aperitivo e si abbina molto bene a piatti di pesce, nella versione rosato-cerasuolo si abbina a primi con sughi di carne, a secondi di carne rossa, a formaggi semi-duri, la temperatura di servizio consigliata è 16°-18°.

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