mercoledì 14 ottobre 2015

VITIGNO PETITE ARVINE

 foto:mondovino
La Valle d'Aosta e il cantone svizzero del Vallese si contendono l'origine del vitigno a bacca bianca Petite Arvine, diffuso in queste zone, anche se alcuni studiosi avanzano l'ipotesi che sia originario della zona dello Chablis francese, tuttavia recenti studi hanno accertato che deriverebbe dall'antico vitigno autoctono valdostano Priè Blanc e quindi autoctono anch'esso. La sua coltivazione, in Valle d'Aosta su terreni ripidi e impervi, ricchi di ferro e calcio, può raggiungere l'altitudine di 900 metri, ha una predisposizione per climi rigidi d'inverno e freschi d'estate, tanto da meritarsi l'appellativo di " vite dei ghiacciai ", resistente a malattie e parassiti. La pianta ha un grappolo medio, piramidale, compatto, spesso con due ali, l'acino è piccolo, da qui il nome del vitigno, tondo, con buccia sottile, pruinosa dal colore verde-giallo, ha una produzione buona e regolare, la maturazione è tardiva, la vinificazione è per vini secchi, predisposti all'invecchiamento e grazie a vendemmie tardive vengono prodotti anche passiti. Il vino ha un colore giallo paglierino tendente all'intenso, al naso è fine, fruttato, floreale con note di violetta, frutta tropicale, al palato è sapido, morbido con buona acidità, armonico, persistente, di corpo, la gradazione minima prevista è 11°, nelle vendemmie tardive è 14°, si abbina ad antipasti, molluschi, crostacei, piatti a base di pesce, carni bianche, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 8°-12°.

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