venerdì 22 maggio 2015

VITIGNO MOSCATO (famiglia)

Secondo recenti studi di genetica sulla vite si è ipotizzato che il Moscato sia il primo vitigno ad essere coltivato al mondo e quindi progenitore di tutte le uve, il territorio deputato alla coltivazione di questo vitigno, fin dai tempi antichi, è stato il bacino del Mediterraneo, dove si sono determinati, nel corso dei secoli, incroci e differenze varietali. Oggi le varietà autoctone più conosciute in Italia sono: " Moscato bianco "(il più diffuso su tutto il terriorio nazionale), " Moscato giallo ", " Moscato rosa ", " Moscato d'Alessandria o Zibibbo " e tante altre che prendono il nome dalla località di coltivazione e rappresentano la famiglia dei Moscati. L'introduzione di questo vitigno in Italia, precisamente nelle regioni meridionali, è dovuto ai Greci durante la  colonizzazione della Magna Grecia e conosciuto dai Romani, grazie a Plinio il Vecchio, Columella e Varrone, col nome di uve Apianae, perchè era il frutto preferito dalle api per il profumo e la dolcezza delle bacche, solo nel medioevo questo vitigno si è diffuso nel Nord Italia e successivamente in Europa grazie ai traffici dei Veneziani. Il nome "moscato" compare per la prima volta nel XVII sec. ( precedentemente era conosciuto col nome di "Moscadella o Moscatello") e deriverebbe, molto probabilmente, dal nome latino "muscum"(muschio), che è il caratteristico profumo di questa uva. Il Moscato è un vitigno aromatico che presenta caratteristiche varietali diverse tra le differenti varietà, quali il colore, la forma e la dimensione delle foglie, dei grappoli, degli acini, ma con un comune denominatore che sono l'aroma, un elevato contenuto zuccherino e una buona acidità che danno l'opportunità di ottenere spumanti, passiti,  oppure vini secchi con una gradazione alcolica che varia dagli 11° ai 22° dei " liquorosi ". I terreni di coltura, vista la diffusione su tutto il territorio nazionale, variano dal pianeggiante al collinare, dal sabbioso, al calcare, al marnoso, al vulcanico, all'argilloso, anche i sistemi di allevamento variano, secondo la zona di coltivazione, dall'alberello alla controspalliera. Il vino, nel vitigno a bacca bianca, ha un colore che varia dal giallo paglierino, al dorato intenso, aromatico, fruttato, floreale, fragrante con note di limone, fiori d'arancio, pesca, albicocca, salvia, confettura, miele, aroma muschiato, fine, persistente, caldo, di corpo; nel vitigno a bacca rossa il vino ha un colore che varia dal rosso rubino chiaro al rosso rubino più o meno intenso, dal profumo fruttato, floreale, speziato con note di frutti di bosco, prugna, rosa, salvia, in bocca è aromatico, dolce, fine, persistente, armonico con leggero retrogusto di mandorla. L'abbinamento del vino moscato col cibo, secondo la tipologia, è del più variegato, spazia da primi e secondi piatti a base di pesce, ai salumi, ai formaggi stagionati e erborinati, alla pasticceria secca, crostate, panettoni, ottimo da dessert, fine pasto e meditazione, anche la temperatura di servizio varia, secondo la tipologia del vino, dai 8° ai 14°. Qui di seguito i vari vitigni.

Vitigno Moscato Bianco
E' la varietà più diffusa e famosa su tutto il territorio nazionale dalla Valle d'Aosta alla Sicilia e Sardegna, è un vitigno a bacca bianca conosciuto col sinonimo di Moscato di Canelli, Moscato d'Asti , Moscato di Trani o Moscato Reale ( già citato nel 1792 dal pugliese Vincenzo Corrado, nonchè cuciniere del Regno di Napoli ), Moscato dei Colli Euganei, Moscatello di Montalcino, Moscato di Siracusa e tanti altri. Le sue uve rientrano nelle DOC e IGT di varie regioni , mentre  in Piemonte rappresenta anche la "ASTI DOCG" nelle tipologie di Asti Spumante, Moscato d'Asti, Moscato d'Asti vendemmia tardiva, Asti Spumante Metodo Classico con le relative sottozone.

 Vitigno Moscato Giallo
Non abbiamo notizie certe di questo vitigno a bacca bianca, chiamato  anche Moscato Sirio, questo farebbe supporre la sua origine in Siria, la coltivazione è concentrata nel Triveneto, cioè Trentino Alto Adige, Friuli e Veneto, dove rientra nelle varie DOC e IGT. In Veneto rappresenta la "COLLI EUGANEI FIOR d'ARANCIO DOCG" anche nella tipologia spumante e passito, l'uva spesso viene utilizzata anche come uva da tavola.


Vitigno Zibibbo o Moscato d'Alessandria
Questo vitigno a bacca bianca è diffuso in Sicilia e, principalmente, sull'isola di Pantelleria, conosciuto e coltivato fin dall'epoca dei Fenici che lo introdussero sull'isola,molto probabilmente, dall'Egitto. Il termine zibibbo è di chiara origine araba e significa "uva appassita", che veniva utilizzata anche come uva da tavola, oggi viene in buona parte utilizzata per la vinificazione di vini dolci  dopo l'appassimento delle uve al sole e rientra nelle varie DOC e IGT regionali, da non dimenticare il "Passito di Pantelleria", conosciuto in tutto il mondo.


Vitigno Moscato di Scanzo
E' una delle zone di produzione più piccola per una denominazione che si estende nel comune di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, infatti questo vitigno a bacca rossa concorre alla "MOSCATO di SCANZO DOCG". Questo vino ha un colore rosso rubino più o meno intenso che può tendere al cerasuolo con riflessi granati, al naso è delicato, persistente, intenso, in bocca è dolce, armonico con un leggero retrogusto di mandorla, la gradazione alcolica minima è 17°. E' un vino da fine pasto, dolci al cioccolato, pasticceria secca, ma anche con formaggi stagionati ed erborinati.

Vitigno Moscato Rosa
E' un vitigno molto antico a bacca rossa, che deve il proprio nome all'intenso aroma di rosa che da' al vino, è diffuso nel Trentino Alto Adige e nel Friuli, dove concorre alle varie DOC e IGT. Questo è un vitigno con basse produzioni dovute a fenomeni di acinellatura per il fatto che questa varietà presenta solo fiori femminili, per cui necessita di avere nello stesso vigneto varietà diverse per poter essere impollinato. Le uve hanno un elevato contenuto in geraniolo e vengono utilizzate per produrre vini dolci dal colore rosso rubino chiaro, l'aroma è gradevole e delicato con evidente profumo di rosa, in bocca è intenso, fine, persistente, armonico.

Vitigno Moscato di Terracina
Il Moscato di Terracina è un vitigno a bacca bianca del Lazio, diffuso esclusivamente nell'agro pontino, in provincia di Latina e presente in alcune DOC e IGT della regione. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati dal profumo molto intenso e tipico del vitigno di provenienza con note di agrumi, miele, frutta tropicale e a polpa gialla, il sapore è fine, equilibrato, sapido, fresco con un retrogusto di mandorla, la gradazione alcolica minima è 11,5°.

Vitigno Moscatello di Saracena
E' un vitigno a bacca bianca esclusivamente del comune di Saracena, in provincia di Cosenza, nel comprensorio del Pollino, in Calabria e da' un vino passito da meditazione che ha un procedimento antico e particolare, che prevede la vinificazione separata di uve moscatello da uve di malvasia, guarnaccia e odoacra. Il mosto ottenuto da queste 3 uve viene concentrato tramite un procedimento di bollitura per ridurre la quantità di liquido e contemporaneamente aumentare il grado zuccherino e quindi il grado alcolico, le uve moscatello, nel frattempo, vengono appassite, schiacciate manualmente e aggiunte nelle giuste proporzioni al mosto concentrato e dopo una lunga e lenta fermentazione si ottiene un vino dal  colore giallo ambra, dal profumo intenso con note di fichi secchi, frutta esotica, miele, mandorla, al palato è elegante, fine, persistente, equilibrato con retrogusto amarognolo. Si abbina molto bene a formaggi stagionati ed erborinati, pasticceria secca, la temperatura di servizio consigliata è 12°-14°.

Vitigno Moscato Nero di Acqui
Vitigno a bacca nera tipica del Piemonte eslusivamente nel territorio di Acqui Terme e di Tortona, in provincia di Alessandria. Si hanno scarse notizie di questo vitigno che produce un vino dal colore rosso rubino scarico, aromatico, fruttato, floreale con note di agrumi e fiori gialli, poco tannico.


Vitigno Moscatello Selvatico
Vitigno a bacca bianca della Puglia, sulla costa adriatica settentrionale della provincia di Bari, da recenti studi del 2001 condotti da Crespan e Milani è emerso che questo vitigno è strettamente imparentato con il Moscato di Alessandria, è utilizzato in assemblaggio per la produzione di vini spumanti e dolci. Il vino ha un colore giallo paglierino dal caratteristico aroma del vitigno, è fine, persistente, delicato, dolce, ha una gradazione alcolica minima di 11°.

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